Il blog di Armando Boccone

Sempre piu Paesi al Mondo riconoscono lo Stato di Palestina.

“A settembre 2025, lo Stato di Palestina è riconosciuto come stato sovrano da 157 dei 193 stati membri delle Nazioni Unite, ovvero l’80% di tutti i membri delle Nazioni Unite.”   ( https://it.wikipedia.org/wiki/Riconoscimento_internazionale_dello_Stato_di_Palestina )

Ma basta il riconoscimento formale (fosse anche di tutti gli Stati) affinché si abbia la concreta creazione di uno Stato di Palestina?

Ci sono dei problemi concreti che ne impediscono la creazione?

Ultimamente ho riproposto, con alcune aggiunte e variazioni, su un mio nuovo blog un mio articolo scritto alcuni anni fa dal titolo “La lunga guerra per l’acqua” (è raggiungibile col seguente link https://www.armandoboccone.it/la-lunga-guerra-dellacqua/ )                                               .

Nell’articolo viene detto tra l’altro che:

 “…circa 250 fiumi, che forniscono più della metà dell’acqua dolce mondiale, sono condivisi da due o più Paesi.”

…

“Probabilmente le guerre future avverranno per il petrolio, il gas e altre risorse minerarie, ma, data l’indispensabilità dell’acqua per la vita umana, si pensa che soprattutto l’accesso all’acqua sarà un forte motivo dei futuri conflitti.
Di sicuro l’accesso all’acqua fu il motivo più importante di quelle che potrebbero essere considerate le prime guerre in senso moderno, cioè quelle che riguardarono le città-stato della civiltà sumera nella Bassa Mesopotamia circa 4.500 anni fa.”

L’articolo, dopo avere parlato in dettaglio di quella che fu probabilmente la prima guerra per l’acqua avvenuta fra le città-stato sumere, parla della situazione attuale nel mondo.

Per quanto riguarda l’area israelo-palestinese viene detto:

“Per rimanere in Medio Oriente bisogna dire che le difficoltà di pacificazione e di convivenza fra Israele e il Popolo Palestinese hanno una motivazione consistente anche nell’approvvigionamento di acqua dolce. Una parte consistente degli approvvigionamenti idrici di Israele provengono dal Golan e dalla Cisgiordania, cioè da territori che erano fuori dai suoi confini prima della “guerra dei sei giorni” nel 1967

La situazione in merito all’approvvigionamento delle acquee nell’area israelo-palestinese

La divisione delle acque

“La carta illustra la gestione delle risorse idriche nella valle del fiume Giordano.
Sono rappresentati canali e dighe esistenti o progettate, e fiumi sia stagionali sia perenni.
Le acque del fiume sono negate alla popolazione palestinese (sono visibili nella carta i territori occupati), che di conseguenza dipende quasi esclusivamente dagli acquiferi della zona.” (La carta di Laura Canali e il testo sono ripresi da Limes 5/2011 raggiungibile col seguente link  

http://www.limesonline.com/la-divisione-delle-acque/28707

In seguito, dato i continui insediamenti di coloni israeliani in Cisgiordania (illegali secondo il diritto internazionale ma incentivati dalle autorità israeliane), alle popolazioni palestinesi viene sempre più impedito sia la libera circolazione che il libero accesso agli acquiferi locali. Per il tema delle colonie israeliane in Cisgiordania si vede il seguente documento dell’ISPI https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/cosa-sono-le-colonie-israeliane-in-cisgiordania-151093”

Come si vede sono imponenti se non insormontabili i problemi da affrontare per la creazione concreta di uno Stato di Palestina.

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