Il blog di Armando Boccone

E’ possibile spiegare ciò che avviene nell’area mediorientale partendo dalle ali del colibrì?

E’ possibile spiegare la Storia partendo dai criteri utilizzati dalla Natura nei suoi processi evolutivi?

Foto 1 e in evidenza Il colibrì

I colibrì hanno l’abilità di rimanere quasi immobili a mezz’aria, capacità garantita dal rapidissimo battito alare (dai 12 agli 80 battiti al secondo, a seconda della specie),
…La straordinaria mobilità degli arti superiori consente loro prodezze di volo inimmaginabili per altri uccelli, come volare all’indietro.     
(da Wikipedia alla voce “Trochilidae”)

…eppure, nonostante tali straordinarie capacità del colibrì, le ali degli uccelli non si sono evolute per volare ma per conservare il calore corporeo, in seguito hanno svolto la funzione di selezione sessuale …solamente in seguito furono utilizzate per il volo battuto! Quindi, nonostante le straordinarie capacità raggiunte nel colibrì, le ali non si sono evolute per volare!

Il colibrì è un uccello e, come tutti gli uccelli, discende da alcune famiglie di dinosauri che non si estinsero dopo la catastrofe che colpì il pianeta Terra dopo la caduta di un asteroide avvenuta 66 milioni di anni fa nella penisola dello Yucatan in Messico.

Ma ciò che è stato detto per le ali degli uccelli vale per esempio per il cervello umano in cui le funzioni svolte dalle varie aree sono diverse da quelle che svolgevano in tempi precedenti nel processo evolutivo (per esempio le aree adesso preposte al linguaggio in passato erano preposte alla motilità); e ciò che è stato detto per le ali degli uccelli e per il cervello umano vale per tutta la natura; e ciò che vale per la natura vale anche per la storia!

Foto 2 Il cervello umano

Secondo il premio Nobel  François Jacob e altri studiosi non c’è nessuna parte del cervello che si sia evoluta per ciò che fa oggi: si sono evolute per tutte altre ragioni in passato e poi sono state riutilizzate, riadattate, rimaneggiate per fare quello che fanno oggi. Noi utilizziamo delle aree per parlare utilizzando delle aree che si sono evolute per svolgere altre funzioni.                                                                         
(dal video di Telmo Pievani all’indirizzo
https://www.youtube.com/watch?v=83cppBoKC0A )

Ci si chiedeva agli inizi dell’articolo se sia possibile spiegare la Storia partendo dai criteri utilizzati dalla Natura nei suoi processi evolutivi?

A tale riguardo riporto due citazioni: la prima è di Friedrich Engels, filosofo, sociologo ed economista tedesco, fondatore con Karl Marx del socialismo scientifico; la seconda invece è di Claude Levi-Strauss, antropologo, sociologo ed etnologo, la figura più eminente nel pensiero etno-antropologico moderno.

Scriveva Friedrich Engels:

 “…nella natura sono operanti, nell’intrico degli innumerevoli cambiamenti, quelle stesse leggi dialettiche del movimento che anche nella storia dominano l’apparente accidentalità degli avvenimenti…” (Friedrich Engels Anti-Dühring – Prefazione alla seconda edizione – 1885).

Scriveva Claude Levi-Strauss

“…ci renderemo conto che fra vita e pensiero non c’è quel radicale divario che il dualismo filosofico del XVII secolo accettava come un dato di fatto. E se ci convinceremo che quanto avviene nella nostra mente non è sostanzialmente né fondamentalmente diverso dai fenomeni basilari della vita stessa, se comprenderemo che non c’è alcuna insuperabile distanza fra l’uomo e tutti gli altri esseri viventi – non solo gli animali, ma anche le piante – diventeremo forse saggi come non credevamo di poter essere.”  (Claude Levi-Strauss, Mito e significato)

Evocazione

Questa presentazione della evoluzione delle ali degli uccelli, delle caratteristiche straordinarie di quelle del colibrì e del processo evolutivo a cui è andato incontro il cervello umano, evoca quanto avviene nell’area israelo-palestinese e mediorientale in cui si sovrappongono molte motivazioni e in cui si incrociano molte storie!

Questa evocazione avviene in molti modi.

Evoca lo sterminio degli ebrei avvenuto durante la seconda guerra mondiale da parte dei nazisti e dei loro alleati; evoca l’antisemitismo strisciante esistente in precedenza in Europa in paesi come la Francia (si ricordi il caso Dreyfus!); evoca i progrom nella Russia zarista e in tanti altri Paesi europei a partire dal Medio Evo (si veda alla voce Progom su Wikipedia  https://it.wikipedia.org/wiki/Pogrom ); evoca la cacciata degli ebrei dalla Spagna nel 1492 e negli anni successivi dal Portogallo… e si potrebbe proseguire andando indietro per secoli

Penso che siano questi fatti a portare alla necessità per gli Ebrei di avere una propria terra in cui stare al sicuro da ogni espulsione o persecuzione o violenza.

Foto 3  L’area mediorientale

Un grosso problema

I territori dove gli Ebrei hanno scelto di insediarsi è quello dove storicamente hanno abitato in tempi lontani.

Il grosso problema è che questi territori sono abitati da molti secoli soprattutto da altre popolazioni anche se ci sono sempre state piccole comunità ebraiche.

Nonostante questo gli Ebrei hanno cercato in vari modi, alle volte molto violenti, di insediarsi in questi territori espellendo le popolazioni esistenti e, anzi, pensando alla annessione della  Cisgiordania (che sta già avvenendo) e addirittura alla Grande Israele, che va dal Nilo all’Eufrate.

Per quanto riguarda specificatamente la questione palestinese e le difficoltà nella creazione di uno Stato palestinese rimando alla lettura di un mio articolo in merito sul mio blog Prospettive differenti al seguente indirizzo https://www.armandoboccone.it/lo-stato-di-palestina-e-solamente-una-illusione/

La posizione dell’Occidente

Israele può considerarsi la punta avanzata dell’Occidente in quell’area del Medio Oriente che è ricchissima di combustibili fossili, soprattutto petrolio e gas.

Quindi avere un piede in Medio Oriente è sempre stato interesse dell’Occidente.

L’interesse dell’Occidente verso il Medio Oriente e le sue ricchezze energetiche, come insegna la natura, si sono agganciate ad altre motivazioni come il finanziamento del debito americano.

Per indicare l’importanza di quanto appena detto si riporta una parte della voce Petrodollaro in Wikipedia all’indirizzo https://it.wikipedia.org/wiki/Petrodollaro#:~:text=Si%20riferisce%20generalmente%20ai%20grandi,potrebbero%20investire%20nelle%20proprie%20economie                                                                     

“Dopo la seconda guerra mondiale, in base agli accordi di Bretton Woods, il dollaro è stato la moneta sovrana delle transazioni petrolifere. Il petrolio poteva essere comprato o venduto solamente in dollari, …

Il Sistema di Bretton Woods entrò in crisi durante la Guerra del Viet Nam, in quanto le spese belliche statunitensi stavano divenendo insostenibili a mantenere il tasso di cambio pari a 34 dollari per oncia d’oro (circa 32 gr. d’oro puro fino), tanto che sia i paesi arabi che la Francia del Generale Charles De Gaulle iniziarono a cambiare sempre più dollari in cambio del quantitativo corrispondente d’oro. Si giunse così al comunicato televisivo di domenica 15 agosto 1971, dove l’allora presidente statunitense Richard Nixon annunciò unilateralmente la “momentanea sospensione dell’accordo sul cambio tra dollaro ed oro“. Nel 1972 gli Stati Uniti tentarono di ristabilire un cambio fisso tra dollaro ed oro, ma senza risultato pratico e duraturo. Si giunse così ad un accordo cinquantennale stipulato tra l’allora segretario di stato statunitense Henry Kissinger ed il re saudita Faisal bin Abdulaziz Al Saud in data 08 giugno 1974 per agganciare il dollaro al petrolio. In pratica, gli Stati Uniti avrebbero garantito la protezione del reame saudita dai nemici interni ed esterni e la vendita di ogni tipo d’armamento senza restrizioni, in cambio dell’impegno dei sauditi a vendere il petrolio unicamente in dollari ed a reinvestire in titoli di stato statunitensi l’eccedenza dei proventi della vendita del petrolio, in modo da garantire ai sauditi un ottimo rendimento ed agli Stati Uniti di sorreggere il debito statale, dal momento che tutti i paesi industrializzati avrebbero necessitato di dollari per saldare le importazioni energetiche (le partite petrolifere).”

Per mettere ancora più in evidenza la complessità della situazione medio-orientale e poi anche di quella mondiale, riporto la continuazione della voce “Petrodollaro” in Wikipedia (come si vedrà entrano in gioco nuovi Paesi come l’Iran, la Cina e la Russia )

“Questa prassi (cioè l’uso del dollaro nelle transazioni, ndr) è stata per la prima volta interrotta a luglio 2011 con l’apertura della borsa valori di Kish, in Iran.

A giugno 2011, la Cina sigla un accordo di interscambio commerciale con Giappone e Iran per la fornitura di petrolio e prodotti finiti, prevedendo il pagamento nella propria valuta locale. Il 6 settembre 2012, la Cina ha annunciato l’apertura di una Borsa valori nella quale scambierà greggio con la Russia in yuan. Un accordo del 2022 tra il presidente della Gazprom, Alexei Miller, e quello della compagnia cinese Cnpc, Dai Houliang, prevede il pagamento delle forniture di gas in yuan e rubli.[3][4] Tali accordi sono volti alla dedollarizzazione, ovvero all’abbandono del dollaro statunitense come valuta del commercio internazionale.

La Cina è divenuta, dopo il 2010, il primo importatore mondiale di greggio, mentre gli Stati Uniti, al contempo, si sono trasformati da importatori ad esportatori, entrando in competizione con l’OPEC, distaccandosi, di fatto, dal sistema del Petroldollaro, tanto che, a luglio 2022, a nulla valsero le insistenze degli Stati Uniti presso il principe ereditario saudita circa un aiuto ai paesi occidentali nella crisi tra Russia ed Ucraina, producendo più petrolio in modo da far crollare il prezzo di mercato e le entrate della Russia stessa[5].

L’Arabia Saudita, in data 08 giugno 2024, non ha accettato di rinnovare l’accordo sul petrodollaro: l’accordo scaduto era cinquantennale (venne stipulato il 08 giugno 1974) ed il nuovo proposto sarebbe stato della durata di ottant’anni.”

Stati Uniti d’America ed Europa

Bisogna distinguere fra Stati Uniti d’America ed Europa.

Gli Stati Uniti sono alleati e forti fornitori di armi a Israele. In USA inoltre c’è una forte lobby ebraica che ovviamente appoggia Israele anche se, sia negli Stati Uniti che in Israele, singole personalità di cultura ebraica si sono dissociate da quanto fa Israele nella striscia di Gaza e in altre zone dell’area.

In Europa le condizioni sono in parte diverse. Molti Paesi europei hanno stretti rapporti economici con Israele (sono, per esempio, suoi fornitori di armi ma sono anche importatori di diversi prodotti da Israele [per esempio ultimamente l’Italia ha stipulato accordi di collaborazione con aziende israeliane nel campo della sicurezza informatica italiana …ma queste aziende sono ovviamente vicine agli apparati israeliani che operano nel comparto dello spionaggio])  

Nel continente europeo nel secolo scorso c’è stato l’Olocausto, perpetrato dai nazisti e dai suoi molti alleati (fra cui l’Italia).

Probabilmente dipende da qui l’incapacità dell’Europa di assumere posizioni forti di contrasto alla politica di Israele. E’ da notare che il Paese europeo che ha assunto un posizione forte verso Israele è stata la Spagna (che non ha partecipato all’Olocausto e che anzi durante la seconda guerra ha dato rifugio a molti ebrei) e a seguire, almeno per quanto riguarda il riconoscimento dello Stato di Palestina, la Gran Bretagna, il Belgio, la Francia, l’Australia, il Canada e altri.

Le prospettive

“Non tutti i mali vengono per nuocere!”

Una considerazione sui fatti del 7 ottobre.

Ho letto alcuni commenti a proposito dei fatti del 7 ottobre 2023, quando i miliziani di Hamas uscirono dalla striscia di Gaza e attaccarono il territorio israeliano, uccidendo centinaia di persone e sequestrandone altre centinaia: dicono che forse il Mossad (il servizio segreto israeliano, famoso in tutto il mondo per la sua efficacia e riservatezza) sapesse di quanto stesse organizzando Hamas e che non avesse fatto niente per impedirlo in modo poi da dare l’occasione a Israele di risolvere alla radice il problema della striscia di Gaza.

Le considerazioni fatte sopra sono da considerarsi come ipotesi ma a tale riguardo suggerisco il video di Massimo Mazzucco che affronta questo tema (all’indirizzo  https://www.youtube.com/watch?v=21d2I-bc_aY )

La domanda più importante a cui bisogna rispondere è: quali sono le prospettive che abbiamo davanti?

Israele non pone limiti alle sue azioni militari, sia nell’area israelo-palestinese che nella più vasta area del Medio Oriente.

Nell’area israelo-palestinese si ricordi non solamente ciò che avviene a Gaza ma anche ciò che da moltissimi anni avviene in Cisgiordania con la creazione di sempre più colonie israeliane, con le continue violenze dei coloni israeliani verso la popolazione palestinese a cui sono sottratti territori e fonti d’acqua e a cui sono imposte limitazioni alla libertà di movimento.

Per quanto riguarda la più vasta area del Medio Oriente si ricordi l’aggressione militare all’Iran, il bombardamento dell’ambasciata iraniana in Siria, le operazioni militari in Siria e in Libano, il bombardamento in Qatar di un edificio in cui si pensava si sarebbero riuniti alcuni esponenti di Hamas per trattare della proposta di pace statunitense, ecc.

In un post su Facebook un intellettuale si chiedeva da quale inferno provenisse Israele per fare le cose che ha fatto e sta facendo: nel commento che feci riportai quanto detto nel paragrafo “Evocazione”.

Il problema più importante da considerare è che nell’area israelo-palestinese e nella più vasta area mediorientale si gioca il destino dell’Occidente, che sono essenzialmente gli USA e l’Europa.

L’Europa in questo contesto sembra la parte più debole, la parte che trova difficoltà a ritagliarsi un ruolo propositivo. Penso però che ci sia un motivo particolare che ha portato l’Europa, o una arte importante di essa, a essere inattiva in merito ai fatti successi a Gaza e in generale verso la politica di Israele: quello che da molti, forse impropriamente, è stato chiamato genocidio dei palestinesi nella striscia di Gaza è servito un po’ a pareggiare il genocidio degli Ebrei durante le seconda guerra mondiale da parte dei nazisti e dei loro alleati; lo stesso discorso si può fare per la posizione remissiva se non di approvazione dell’Europa in relazione alle violenze perpetrate da Israele verso la popolazione  palestinese a partire dagli anni ‘40 e ’50 del secolo scorso. In questo modo per l’Europa siamo tutti colpevoli e nessuno è colpevole!

La vicenda della Global Sumud Flotilla, con l’obiettivo di portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, di creare un corridoio umanitario verso Gaza e di ripristinare la legalità nell’area (continuamente non rispettata da Israele) e le imponenti manifestazioni popolari in Italia e in molti Paesi europei sembrano le uniche novità nell’Occidente europeo.

In altre parti del Mondo le cose cambiano in continuazione: si pensi all’accordo del 17 settembre 2025 fra Arabia Saudita e Pakistan (unica potenza nucleare del mondo musulmano) che prevede un patto di reciproca difesa che stabilisce come un’offesa militare verso uno dei due Paesi debba essere considerato come un’offesa nei confronti di entrambi.

Si aggiunge, per avere un quadro più completo della situazione, che il programma nucleare pakistano è stato, sin dalle origini, fortemente sostenuto finanziariamente  dall’Arabia Saudita e che l’accordo fra Arabia Saudita e Pakistan è successivo all’attacco israeliano a Doha nel Qatar (anche se le trattative per questo accordo erano iniziate anni prima).

Sul tema si consiglia la lettura del seguente articolo del CeSI (Centro studi Internazionali) all’indirizzo seguente

https://www.cesi-italia.org/it/articoli/laccordo-arabia-saudita-pakistan-e-il-futuro-della-sicurezza-del-golfo

Ulteriori prospettive

Penso che la situazione sia in forte movimento e che sia difficile predire quello che potrà succedere: in ogni caso gli sviluppi che si avranno nell’area israelo-palestinese, nel più vasto Medio Oriente e in altre aree sensibili come nell’Est europeo, segneranno in un modo o nell’altro i destini dell’Occidente nel suo complesso e, in particolare, della sua area più debole che è quella europea.

Questo articolo è stato impostato prima che avvenissero quei fatti che hanno interessato il Medio Oriente da giugno 2025 a marzo 2026.

Fonte foto

Foto 1 e in evidenza da https://www.corriere.it/foto-gallery/animali/16_aprile_21/colibri-california-fotografie-tracy-johnson-musicista-fc9b917c-07d3-11e6-baf8-98a4d70964e5.shtml

Foto 2 da https://it.wikipedia.org/wiki/Cervello_(anatomia_umana)

Foto 3 da https://www.istockphoto.com/it/vettoriale/mappa-mediorientale-illustrazione-vettoriale-gm840665588-137003687?searchscope=image%2Cfilm

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